RESTAURO E CONSERVAZIONE

PICCOLI FORMATI: DALLA PELLICOLA AL VIDEO DIGITALE

Una volta arrivati presso il Laboratorio di Home Movies i film girati in formato sub-standard (siano essi in 9,5mm Pathé Baby, 16mm, 8mm e Super8), necessitano di essere verificati. È l’inizio della fase di restauro tecnico che precede la digitalizzazione e lo stoccaggio in archivio.

Per mezzo di passafilm  orizzontali multiformato, le bobine vengono ispezionate. Si verifica la tenuta delle giunte, le stesse vengono rifatte laddove necessario, le perforazioni riparate. Si aggiungono code bianche di protezione in  testa e in coda di ogni singola bobina, si procede quindi a una pulizia manuale del film al fine di rimuovere polvere, sporco e tracce di grasso.

Ogni operazione di intervento è registrata dagli operatori del Laboratorio sulla scheda di revisione del film, scheda che si propone di identificare anche la tipologia dell’emulsione (colore, b/n) la marca e il sistema colore usato, la presenza di tracce audio, le condizioni del film e gli eventuali problemi di conservazione (muffe, decadimento cromatico, restringimento), la quantità e le tipologie di giunte. Solo dopo questa fase preparatoria il film può passare alla conversione in video digitale.

Il telecinema è il procedimento attraverso il quale le immagini impressionate su una pellicola cinematografica vengono riversate su un supporto video magnetico (analogico e digitale) o informatico (hard disk). La qualità dell’operazione dipende da almeno tre fattori: il supporto iniziale, il supporto di destinazione, la tipologia del sistema di passaggio.

DIGITALIZZAZIONE 8mm SUPER8 16MM

Il telecinema di cui è dotato il Laboratorio è stato costruito adattando un proiettore Elmo per il Super8 (sonoro), un proiettore Silma (sonoro) per il formato 8mm, un proiettore Bauer (sonoro ottico e magnetico) per il 16mm. Si tratta quindi di un sistema che lavora nei tre formati adattandosi al caratteristico avanzamento discontinuo della pellicola tipico di tutti i proiettori cinematografici.
Le modifiche apportate ai proiettori riguardano:
- la meccanica del trascinamento quindi la velocità del proiettore, portata da 18fps a 16,66fps per ottenere una sincronizzazione fra le 3 pale dell’otturatore e lo shutter della videocamera (1/50 di secondo)
- il sistema di illuminazione  a luce diffusa per permettere la retro illuminazione della pellicola;
- la ri-sagomatura/l’allargamento del quadro per consentire una cattura dell’immagine sul fotogramma integrale.

Questi speciali proiettori utilizzano come ottica obiettivi da ingrandimento diaframmati e sono accoppiati a un prisma ottico di altissima qualità e precisione (di provenienza militare) opportunamente interfacciato a videocamere tri-ccd digitali o cmos SD e full HD.

La cattura dell’immagine risulta controllabile via software sullo schermo di un computer. Ciò risulta fondamentale in quanto il monitor permette di vedere tutta l’immagine fino ai bordi estremi del fotogramma garantendo la qualità del risultato finale dell’operazione che si effettua in tempo reale. L’audio in uscita, se presente nel film, viene direttamente veicolato tramite cavo dedicato nella videocamera assicurando la sincronizzazione presente sul fim stesso. La registrazione avviene contemporaneamente su nastro digitale e su hard disk.

Il file video su hard disk entra in un sistema di stoccaggio di massa su un server. I vantaggi di tale soluzione sono molteplici: con lo stoccaggio in massa è possibile ad esempio salvare, sotto forma di file informatico, qualsiasi formato d’origine, più utenti possono lavorare contemporaneamente sullo stesso documento, anche online ed è più facile prevedere e garantire la conservazione nel tempo delle informazioni poiché i mezzi informatici facilitano la necessaria operazione di migrazione periodica del contenuto del sistema, imposta dall’evoluzione tecnologica.

I files video vengono poi codificati in mpg2 e da essi sono creati i DVD. Ogni fondo filmico vedrà sul disco ottico (massimo 2 ore di film per ogni DVD) l’esatto numero delle bobine consegnate solitamete distribuite sui DVD seguendo un ordine cronologico. Il disco sarà riproducibile su qualsiasi lettore DVD da tavolo o su computer. Su richiesta è  possibile consegnare un file video digitale non compresso o una registrazione su MiniDV.

DIGITALIZZAZIONE 9,5MM PATHE’ BABY

Il procedimento di digitalizzazione del formato 9,5mm Pathé Baby è stato sviluppato da Home Movies insieme al partner La Camera Ottica (Gorizia), il laboratorio universitario dove si effettuano le lavorazioni di revisione, pulizia, acquisizioni dei film in 9,5mm Pathé Baby attraverso un telecinema sperimentale a scansione dedicato a questo formato.

Per il 9,5mm Pathé Baby, diffusosi in Europa dal 1922,  il sistema di acquisizione è costruito a partire da un proiettore 9,5mm completamente modificato:
- il sistema di illuminazione è stato depotenziato e schermato da pannello di diffusione che retro-illumina direttamente il fotogramma;
- il quadro di proiezione è stato allargato per la cattura dell’intero fotogramma.

L’avanzamento si avvale però di un motore “ a passo uno” e di una cinghia dentata per la trasmissione del movimento. Un controllo elettronico tramite protocollo USB permette di sincronizzare avanzamento del fotogramma e cattura del frame. L’immagine è ottenuta tramite videocamera SD, (si stanno sperimentando l’uso di sensori a 2K per una maggiore qualità, tale da permettere eventuali lavori di restauro digitale) con la registrazione via Firewire tramite software dedicato di cattura direttamente su hard disk dei singoli fotogrammi che compongono il film. Il restauro digitale delle immagini amatoriali viene effettuato in via sperimentale con il software Revival.

Il sistema non lavora in real-time, ma a circa 3 fps, i files di immagini catturati nell’hard disk vanno poi rimessi in continuità tramite software di editing. Questo procedimento garantisce un’ottima qualità finale nel recupero dei materiali d’archivio, spesso in cattive condizioni.

LA CONSERVAZIONE

Conservare con cura le pellicole è tra gli obiettivi primari dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia. I film sono documenti da tutelare e salvaguardare per il loro valore storico, prima di tutto. La buona conservazione nel tempo dei filmati originali è il modo più sicuro per disporne anche in futuro: l’evoluzione tecnologica in ambito di conversione permetterà di recuperare più informazioni visive e restituire più fedelmente la qualità di partenza solo se si potrà partire dal documento originale ben conservato. Temperatura e umidità non devono subire sbalzi, ma mantenersi costanti a fronte di un ricambio regolare e completo dell’aria contenuta in archivio. Lo spazio deve essere isolato dalla luce diurna. Gli spazi climatizzati dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia dispongono di macchinari che mantengono la temperatura costante di 16°C e l’umidità relativa al 45%, 24 ore al giorno, per tutto l’anno.
L’Archivio dispone di un sistema antincendio a saturazione d’ossigeno: un gas inerte viene rilasciato in caso di rilevazione di fumo e l’eliminazione dell’ossigeno impedisce al fuoco di espandersi.

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    Come un canto

    "Come un Canto. Appunti e Immagini di un Regista Dimenticato" è la ricostruzione del rapporto tra Antonio Marchi e il cinema attraverso il montaggio dei suoi filmati amatoriali (16mm, 1940-1945), musicati e commentati da un testo ricavato da appunti e note critiche dello stesso Marchi. Distribuito in DVD con il libro di M. Grasso, Cinema primo amore. Storia del regista Antonio Marchi, ed. Kurumuny, 2010.

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