SALVARE I FILM AMATORIALI

UNA MEMORIA CHE SCOMPARE

Le pellicole amatoriali – girate in 8mm, super8, 9,5mm Pathé Baby e 16mm – mostrano momenti di vita quotidiana e familiare, ma anche viaggi, riti collettivi ed eventi pubblici. Al pari di altre fonti della memoria privata (diari, lettere, fotografie amatoriali e testimonianze orali), esse costituiscono un immenso patrimonio di testimonianze individuali – trasversali e inedite – sui fenomeni che hanno segnato la società italiana.

I film di famiglia, con il loro sguardo essenzialmente diaristico, raccontano gli aspetti più ordinari e per questo più trascurati della nostra società, mostrano oggi le trasformazioni del paesaggio e degli stili di vita, offrendoci l’opportunità di osservare i riflessi che i grandi eventi storici hanno portato nelle abitudini e nella vita quotidiana delle persone. Essi costituiscono un raro e prezioso controcampo – personale, soggettivo, microsociale – dei cinegiornali prima e della televisione pubblica poi, fino all’inizio degli anni Ottanta.

Oggi la situazione di questi materiali è emergenziale: generazioni di appassionati, in molti casi abilissimi documentaristi del loro tempo, veri e propri filmmaker che hanno operato in ambiti ristretti (cerchie familiari o amicali, piccoli gruppi), sono scomparsi o ormai inattivi. Essi stessi o i loro eredi conservano i film, anche se ormai pochissimi sono in grado di proiettarli e rivederli. Oltre a questo le pellicole sono conservate in luoghi inadeguati alla loro preservazione, in soffitta o in cantina, ambienti dove si deteriorano facilmente e irrimediabilmente se non si interviene con tempismo, recuperandole e collocandole in locali adeguati alla conservazione a temperatura e umidità controllate.

L’Archivio Nazionale del Film di Famiglia si propone pertanto di recuperare e salvaguardare queste pellicole nella convinzione che costituiscano documenti imprescindibili ai fini di una ricostruzione della memoria collettiva e della storia locale, intesa sia come storia del territorio che come storia della vita e delle abitudini dei suoi abitanti.

  • VIDEO

    Come un canto

    "Come un Canto. Appunti e Immagini di un Regista Dimenticato" è la ricostruzione del rapporto tra Antonio Marchi e il cinema attraverso il montaggio dei suoi filmati amatoriali (16mm, 1940-1945), musicati e commentati da un testo ricavato da appunti e note critiche dello stesso Marchi. Distribuito in DVD con il libro di M. Grasso, Cinema primo amore. Storia del regista Antonio Marchi, ed. Kurumuny, 2010.

  • CATEGORIE

  • ARCHIVIO MENSILE