Cenni biografici

I Togni, una dinastia circense


1890 circa - La troupe del Circo Torinese di
Giovanni De Bianchi
Fondato nel 1872 da Aristide Togni, l’omonimo circo è l'unico in Italia a mantenere elevati livelli di qualità per cinque generazioni, pur sdoppiandosi in numerose imprese. Aristide nel 1880 sposa Teresa Bianchi e ha 8 figli, 4 dei quali, Riccardo, Ercole, Ugo e Ferdinando, formano il complesso che verrà poi proclamato dal re d’Italia Circo nazionale negli anni '30. Questo, però, non basta a garantire al circo, incalzato anche dalla concorrenza delle formazioni kolossal straniere, una sicurezza economica: si pensa addirittura alla liquidazione del circo, ma interviene l’allora sedicenne Darix supportato dal fratello Wioris e dai cugini, tutti giovani della terza generazione dei Togni che non vogliono abbassare la guardia di fronte alle difficoltà, ideando due nuovi grandi numeri, le piramidi e il jockey, numeri cui partecipa anche la futura moglie di Darix, Fiorenza Colombo.


1940 - Ercole Togni con i figli Darix e Wioris nei panni di tre clowns. Per l’uomo di circo il lavoro non finisce mai ed è così che il direttore diventa clown.
Il circo Togni continua a dare spettacoli anche durante la Seconda Guerra Mondiale. In questo periodo, molto materiale del Circo viene requisito, i cavalli vengono presi dai nazisti, gli autocarri e i trattori vengono prelevati e prendono la via della Germania, sostituiti con buoi e carri. Addirittura, Ercole, con i figli Darix e Wioris, si segnala per aver costretto alla resa e fatto prigionieri in attesa dell’arrivo degli americani i nazisti arroccati nell’Hotel Plinius nei dintorni di Como.

Il clan famigliare dei Togni è vasto: riunisce le tre famiglie dei fratelli Ercole, Ugo e Ferdinando, che insieme affrontano diverse calamità ed incidenti: tra gli altri, nel 1921, l’incendio scoppiato nelle scuderie del circo a Ventimiglia, nel 1923, la distruzione di materiale a causa di cattive condizioni metereologiche durante la traversata in nave verso la Grecia e, nel 1945, l’uccisione di un domatore e di un inserviente da parte di nove leoni scappati a seguito di un deragliamento ferroviario.


12 settembre 1940 - Darix Togni (17 anni), Wioris Togni (16 anni) e Cesare Togni (15 anni). L’arte circense non è certo frutto di improvvisazione, ma di un lungo e costante lavoro di studio e preparazione che comincia fin da bambini, quando si impara a trasformare il proprio corpo in quello di un atleta. Ovviamente ciascuno seguendo le proprie attitudini naturali, le simpatie e le attrattive perché, come spesso diceva Wioris Togni, "prima o poi tutti trovano la propria strada".
Ma sarà nel 1951, in seguito a due incendi, uno a Bolzano e uno più tragico a San Donà di Piave, che avverrà la prima scissione. Ercole con i figli si ritira a Lonigo con il materiale salvato; Ferdinando inizia una tournèe con un piccolo circo intitolato a “William”; Ugo s’imbarca per l’America insieme alla famiglia con il Circo Mills.

Si riuniscono poi tutti ancora una volta nel 1952 sotto la spinta di Ferdinando, che convince Ercole a riunire le due famiglie sotto l’etichetta: “Come prima, meglio di prima”, progetto cui si unisce poco dopo il fratello Ugo di ritorno dall’America.

La riunione è momentanea, perché nel maggio del 1953, a Roma, si giunge alla divisione definitiva: tre circhi, uno per famiglia, preceduti dalla divisione d’ogni bene materiale. Nascono così con la famiglia di Ercole, il “Circo Darix Togni” (intitolato al figlio maggiore); con il gruppo di Ugo il “Massimo Circo Togni”; e con quello di Ferdinando il “Circo Ferdinando Togni”.

A Ercole, sempre alla ricerca di novità, invece di scritturare artisti esterni alla famiglia, viene in mente un giorno di mettere su con i figli un trio di clown: i Sorellini, composto da Wioris, Darix e Checco Medori, ideale contraltare parodistico dei famosi clown italiani Fratellini, operanti all’interno del circo di cui fa parte la famiglia della moglie di Darix, Fiorenza Colombo. Il trio viene reso ancor più comico con la sostituzione di Ercole con il nano Franco Medori (il Bagonghi: nome dato nel mondo del circo ai nani deformi) che da anni apparteneva al circo Togni. Il numero dei Sorellini resta in programma a lungo e sarebbe rimasto in auge ancor di più, se il nano Bagonghi, non fosse morto il 24 agosto del 1951 soffocato dal fumo mentre aiutava a aiutare a spegnere un incendio scoppiato nel circo a Bolzano.


1955 - Darix Togni con il figlio Livio Togni. Allo straordinario numero del padre con le belve feroci seguiva il numero del figlio Livio che in tenuta da centurione come il padre, teneva testa ad un gruppo di vivacissimi leoncini. Alla vista del giovanissimo - domatore - il pubblico andava in visibilio scatenandosi in ovazioni ed applausi.
Ma l’impresa più straordinaria che guadagna visibilità al circo è la traversata delle Alpi, che sulle orme di Annibale il circo Darix Togni effettua seguito da una carovana formata da due lama, due cammelli e tre elefanti.

Nel menage quotidiano degli spettacoli del circo “Darix Togni”, poi, figurano svariate persone con diversi ruoli: le tre sorelle di Darix, Doly (famosa per la sue bellezza ed eleganza), Leda e Vanette, lavorano rispettivamente come domatrice e cavallerizza, trapezista-danzatrice e piramidista a cavallo. Wioris, fratello di Darix, dopo un grave infortunio al polso, si indirizza alla parte tecnica, inventando, tra gli altri, una grande gabbia con struttura ad anello in cavetto d’acciaio a rete che sostituisce le sbarre di ferro e da più visibilità ai numeri dei domatori.

Sarà proprio Wioris ad aiutare Darix in uno dei momenti più cupi del circo Darix Togni: nel 1962, in Porta Volta a Milano, un terribile incendio devasta l’intera struttura uccidendo un elefante, tre cavalli e sette serpenti. Darix arriva alla soglia della decisione di abbandonare la vita circense. Egli stesso dice: “Non ne potevo più. Avevo anche la sensazione, non certo campata in aria, che qualche forza nemica avesse perseguitato da anni i nostri circhi. Ma il primo a darmi la forza di volontà per resistere e continuare fu mio fratello Wioris, che mi fu accanto con tutto il suo appoggio, con tutti i ragionamenti dettati dal suo cuore. Poi fu la volta di un bimbo, di dieci anni, che la sera stessa dell’incendio portò alla RAI una busta con cinquecento lire: Per essere consegnata a Darix, perché ricostruisca al più presto il suo Circo che a noi bambini piace tanto. Le lettere dei bambini divennero addirittura una valanga. Giungevano non soltanto da Milano ma anche da moltissime città della penisola. Le ho conservate in alcuni bauli, dai quali non mi stacco mai perché fanno parte del mio passato, e mi consolano quando qualcosa mi tormenta. Quelle lettere sono diventate la mia forza.”

Dopo la morte di Darix, nel 1976, i suoi figli, Livio, Corrado e Davio si riuniscono per un breve periodo sotto la dicitura di Circo “I figli di Darix Togni”. Nel 1990 fondano poi il circo Florilegio, che nasce come operazione di recupero del circo classico all'italiana, con spirito nostalgico, una forte autoironia e grande rispetto per la tradizione comica e farsesca. Caratterizzato da un'impronta forte di teatralità, più che sull'ingaggio di attrazioni esterne, Florilegio si distingue per il virtuosismo della piccola troupe e per gli animali esotici.


1959 - Wioris Togni con la moglie Liliana Casartelli ed i figli Holer e Divier .Sicuramente meno in vista Wioris Togni è progettista, inventore e pubblicitario del Circo: intelligentissimo, lungimirante e di grande apertura mentale a soli 18 anni progetta, costruisce e brevetta nuove strutture e gradinate meccaniche. Wioris per primo intuisce l’importanza della promozione degli spettacoli: crea trovate pubblicitarie di enorme impatto e inventa il concetto di sonsorizzazione , tra i suoi clienti ad alto livello vi è anche il Gruppo Rinascente.

Con il re Faruk a pranzo 1948 - Il Circo Togni è in Egitto. Primo circo italiano a visitare il paese trova una calorosissima accoglienza da parte del Re Faruk che trascorre con loro alcuni giorni: li invita a pranzo, si improvvisa autista e non disdegna di corteggiare la bella Doly’, che però come tutti i Togni è abituata a decidere da sé e lascia il re a mani vuote. Durante la loro tournee in Egitto il re Faruk regala ai Togni sei bellissimi cavalli delle scuderie reali.

Il testo è una rielaborazione dei libri “Darix tra le belve” di Enrico Bassano (Genova, La stampa, 1973) e “Il circo della memoria – storie, numeri, e dinastie di 266 famiglie circensi italiane” di Alessandra Litta Modignani e Sandra Mantovani (Trento, Curcu e Genovese Associati, 2002)

Le fotografie sono state messe a disposizione dal CEDAC - Centro di Documentazione arti circensi