Darix Togni

foto di Darix Togni
Ritratto di Darix
Darix Togni - 1.1.1922-15.10.1976
Figlio di Ercole Togni cresce nel Circo Nazionale Togni insieme ai fratelli; artista con diverse specializzazioni, è ricordato per esempio come forte saltatore. Inizia nel circo facendo acrobatica, "volanti", clownerie, jokey, piramidi equestri, ma ben presto viene attratto irresistibilmente dal lavoro del domatore. Come dice lui stesso: “… Non ero mai entrato in gabbia, perché sapevo che a mio padre non avrebbe fatto piacere vedermi domatore. In famiglia c’era già stata mia sorella Doly con gli stessi leoni che adesso “mandava” Baylo, e mio padre aveva sofferto abbastanza, tanto più che già si era manifestato in lui un disturbo cardiaco [...]

Ma sentivo, proprio come se esistesse in me un segreto da non svelare, ma invincibile, e, in fin dei conti, affascinante, che tra quelle belve, un giorno o l’altro, avrei dovuto avventurarmi. E quel giorno venne.” Nel settembre del 1946 ha la sua prima grande occasione: a Torino, il circo rimane senza domatore, e Darix fa lo spettacolo per la prima volta e senza prove. Su questa sua prima esperienza dirà: “… l’incertezza del domatore si trasforma in un marasma d’azione nel soggetto, e allora l’equilibrio tra uomo e belva si rompe, e ogni gesto sbagliato può condurre istantaneamente alla rivolta singola e collettiva”.

foto di Darix Togni
Darix per strada nel 1943
foto di Darix Togni
Darix negli anni '40

foto di Darix Togni
Il giovane Darix a Montecatini
Nel 1953, il circo nazionale Togni si divide in tre famiglie, ognuna con a capo uno dei tre figli di Aristide Togni. Una delle tre dà vita al circo Darix Togni.

Sposato con Fiorenza Colombo, già artista nella sua famiglia, passa a domare non più i leoni ma le tigri, di cui egli stesso dice: “la tigre è infida, ma è più intelligente del leone, impara la lezione più presto e la ricorda… Con le tigri si può lavorare tranquilli (relativamente, s’intende)… Direi che la tigre, anche se in apparenza può dare la sensazione di un maggiore prontezza alla ribellione, è invece capace di “rispetto” verso il domatore, e di senso di “responsabilità (…). C’è più soddisfazione a lavorare con le tigri che con i leoni… il suo attacco va fino in fondo, fino alla morte”.

Il lavoro di Darix con le sue belve era un’intelligente via di mezzo tra il dressaggio “in dolcezza” e quello “in ferocia”; in sostanza lo splendido impiego di una calma assoluta nei gesti e nel comportamento del domatore. La condotta di Darix domatore rispecchia pienamente quella di Darix uomo: una serietà massima, una ripulsa istintiva per tutto ciò che può essere considerato esteriorità, “colore”, frivolezza, esibizionismo, tutti elementi che in circo hanno avuto un peso, una funzione importante. Se Darix non avesse deciso di diventare domatore, cioè di iniziare un lavoro che comporta, ogni giorno, a date precise, il rischio della vita, la completezza della personalità di una creatura umana non sarebbe mai avvenuta.

foto di Darix Togni
Darix in barca a remi
E’ in qualità di domatore che Darix partecipa a numerose opere cinematografiche del filone “peplum” del secondo dopoguerra. Entra nel cast di Messalina (Blasetti), in quello di Fabiola (Freda), in Spartaco, in Io piaccio (Comencini), nel Più comico spettacolo del mondo (come controfigura di Totò in una parte di domatore), nel celeberrimo Europa di notte (Blasetti) e in Barabba. Sul set Darix corse diversi rischi. Durante una sequenza del film Spartaco, all’interno dell’Arena di Verona, i leoni dovevano raggiungere attraverso una passerella debitamente recintata una specie di galleggiante posto al centro di un improvvisato specchio d’acqua, sul quale si trovava un’attrice legata ad una croce. Una leonessa, nel compiere il tragitto, saltò oltre il recinto e si gettò a nuoto, tentando di raggiungere la donna. Darix riuscì a imporsi alla belva, lottando con il forcone e lo scudiscio, e a farla rientrare in gabbia mentre un’ondata di spavento aveva sommerso tutti, dagli artisti agli operatori e alle comparse.

foto di Darix Togni
Darix con le sue tigri
Durante la lavorazione di Barabba, ancora all’Arena di Verona, Darix aveva condotto sul set le belve di Leonida Casartelli. Quei leoni non erano mai stati a contatto con il domatore che doveva farli lavorare, e questo particolare, tutt’altro che di poco conto, mise a durissima prova il coraggio e i nervi del circense. Darix che non potendo ricordare i nomi di ogni belva , per poterli guidare, li aveva scritti sulla mano come fanno i ragazzini a scuola. Si trattava di compiere un’azione con dodici leoni, guidandoli da una gabbia all’altra. Un aggeggio tecnico non funzionò, e Darix si trovò nel gruppo, alla mercè delle belve già spaventate e quindi nelle peggiori condizioni per obbedire. Soltanto la grande presenza di spirito di Darix si impose ancora una volta.

foto di Darix Togni
Darix domatore al circo
I figli di Darix e Fiorenza sono tutti artisti del loro circo. Dopo la scomparse del padre, nel 1976, il circo è diretto dal figlio Livio,anche sotto altre insegne (Florilegio)

Darix a cinquant’anni aveva già compiuto un’opera completa nel mondo circense, percorrendo tutte le tappe di una esistenza interamente vissuta sulla pista e in carovana, attraverso attività spettacolari diverse, consolidando la ditta paterna. Come capofamiglia esemplare, aveva inoltre immesso in pista le sue creature. Aveva compiuto dunque un tragitto completo, dai primi passi sulla pula alla responsabilità della direzione.

Il testo è una rielaborazione dei libri "Darix tra le belve" di Enrico Bassano (Genova, La stampa, 1973) e “Il circo della memoria – storie, numeri, e dinastie di 266 famiglie circensi italiane” di Alessandra Litta Modignani e Sandra Mantovani (Trento, Curcu e Genovese Associati, 2002)